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Books and other writing by Paul Harris

THE DISTRICT HISTORY

Prepared by the district and not verified by Rotary Global History

 

Il Distretto e i Club del 2050

 

IL DISTRETTO 205 (successivamente 2050) nacque nel 1985 quando Evanston decise di dividere in due distretti l’area della Lombardia (prima tutta compresa in un solo Distretto, il 204). Rimasero nel Distretto 204: gran parte della zona milanese, i Club delle province di Bergamo, Como, Sondrio e Varese; il Distretto 205 fu formato con la Lombardia Est e Sud Est, incluso il R.C. Piacenza, con un totale di 34 club.

Quando ciò avvenne, il Governatore Eletto del Distretto ancora unito, Mario Staffieri, personaggio di grande cultura e spirito rotariano, stava per andare a Nashville per partecipare alla scuola dei Governatori. (Apro una parentesi per bisbigliare che partì molto amareggiato per quanto deciso da Evanston).

Comunque, fu il primo Governatore del neonato distretto. Durante la permanenza a Nashville, io (designato Segretario distrettuale), Eugenio Bononi, Lino Poisa, Luciano Malchiodi e Dante Anselmi ci attivammo per preparare gli uffici della sede e risolvere i problemi più urgenti.

Entrato ufficialmente in carica, Staffieri inviò ai Soci un messaggio che riporto testualmente:

Il Distretto 205 si affaccia alla scena del Rotary International con sicuri auspici di vita vigorosa, proficua, felice perché vi militano rotariani di provata fede e giovani reclute che attendono soltanto di essere valorizzate. A Voi, amici del Distretto 205, del Rotary International, il compito di esaltare lo spirito di servizio del Rotary con il Vostro entusiasmo, la Vostra esperienza, la Vostra operosità, la Vostra generosità.

E propose che “incipit ed incedit” fosse il motto del Distretto.

[La consuetudine del motto distrettuale, coniato dal Governatore, fu poi abolita per preservare come motto dell’anno solo quello del P.I. . N.d.R.]

Durante il governatorato di Staffieri furono rigorosamente rispettati i principi fondamentali sui quali poggia il Rotary: la fede nell’uomo, i valori di libertà e di uguaglianza, di solidarietà, di democrazia. Inoltre, obbedendo ad una sorta di “grammatica etica” (enunciata da Paul Harris: il mondo in cui viviamo muta rapidamente:noi dobbiamo evolvere con esso, bisognerà rifare senza soste la storia del Rotary), Staffieri ridusse qualsiasi contrasto tra parola e azione, valorizzando - con impegno e intenso spirito - amicizia e servizio. E Staffieri fondò anche la Rivista distrettuale che poi, con modifiche, vive ancora oggi.

C’è un avvenimento nella storia del Distretto di cui è necessario dar conto in questi ricordi. Al Consiglio di Legislazione 1989, fu deciso che i Club di una città, divisi in due o più Distretti, potessero chiedere di appartenere ad un unico Distretto. Ignoro quante altre città fossero in tale situazione: Milano si affrettò a chiedere l’applicazione della regola.

La decisione del Board fu inaspettatamente rapida e il Governatore del 2050 (nel frattempo era cambiata la numerazione dei Distretti), Raul Tentolini, si trovò, all’inizio dell’anno 1991- 92, decurtato di 10 Club, con non pochi inconvenienti, anche di natura economica, che resero certo non agevole la vita dell’anno.

Credo sia il momento più opportuno per una riflessione. Nella ricerca d’un percorso analitico pensato appositamente per un Distretto Rotary ci si imbatte nella stessa labilità di contorni che ne circonda la fama; il nome sembra risvegliare familiarità di nozioni acquisite, ma una più attenta disamina rivela una realtà spesso misconosciuta, mentre l’opinione generale oscilla tra valutazioni affrettate, comunque è ferma all’apparenza, e giudizi perentori sostengono che il Rotary è circonfuso di un’aura di significati reconditi ed arcani, magari responsabili di occulti disegni.

Se fare storia è ancora distinguere vero da falso, accaduto da non accaduto, e se lo studio dei fatti storici riesce a sconfiggere i preconcetti, forse, non capita inopportuna l’occasione celebrativa per aggiungere un contributo che non ha, ad ogni modo, la pretesa di essere esaustivo.

Tutti i Governatori succedutisi alla guida del Distretto 2050 hanno operato per dare rilievo ed efficacia soprattutto ad impegni di primario interesse nello spirito rotariano. In particolare: sviluppare la lotta contro la miseria, la malattia, l’analfabetismo; agire con iniziative a favore delle giovani generazioni; salvaguardare e tutelare l’ambiente; diffondere gli impegni rotariani oltre i confini nazionali; operare per esaltare i programmi della Rotary Foundation per una più ampia comprensione mondiale.

Proprio per tale fine è, ogni giorno, sempre più necessaria la presenza del Rotary. Nessuno può ignorare che, al di là delle guerre ufficialmente dichiarate, attentati, terrorismo e violenze di ogni tipo non danno tregua, perché molti ancora hanno come principale obiettivo il disprezzo e l’odio verso il prossimo. Nemmeno si può trascurare di constatare come alla base dell’odio e del disprezzo per la persona di continuo ci siano la grossolanità e la volgare ineducazione, ed esse siano foriere di male per una pacifica convivenza.

Desidero anche ricordare che il Distretto 2050, durante questi 20 anni di esistenza, si è sempre caratterizzato per la continua crescita dell’effettivo [e ciò, nonostante che, dopo i 10 Club trasferiti al Distretto 2040  all’inizio del 1991, altri 4 Club siano passati al Distretto 2040 nell’anno 2000].

Crescita dei soci, non con l’obiettivo di distinguersi come il Distretto con il più gran numero di Club, ma per consolidare il primato di essere in Italia il Distretto col migliore rapporto tra il numero di Soci e la popolazione residente nel territorio.

Per concludere, prendo lo spunto da un perspicuo sillogismo del prof. Valitutti: Rotary = Cultura = Libertà, presentato al Congresso 1980 di Boario Terme (Governatore Giorgio Valgimigli).

Il Rotary non ci può essere imposto e nessuno lo può imporre ad altri. Tocca a ciascuno di noi decidere e scegliere se vogliamo vivere e operare nel Rotary. A conferma della mia tesi desidero citare alcuni concetti espressi da Josè Ortega y Gasset, illustre pensatore spagnolo, nel libro La ribellione delle masse che ebbe, quando apparve nel 1929, risonanza mondiale. Scrisse Ortega y Gasset: … la vita, che è soprattutto ciò che possiamo essere, è anche decidere tra le possibilità che ci sono offerte. Circostanze e decisioni sono i due elementi radicali di cui si compone la vita. Il nostro cadere in questo mondo c’impone varie traiettorie e quindi ci impone di scegliere. Sorprendente condizione della nostra vita, perché ci sentiamo fatalmente costretti a decidere ciò che vogliamo essere nel mondo.

Quindi è falso affermare che nella vita decidono le circostanze: è il nostro carattere che decide.

E il Distretto 2050 ha dimostrato di avere carattere in questi suoi primi vent’anni di vita. A cominciare dalla capacità, già ricordata, di scegliere professionisti di valore, raggiungendo un rapporto di presenza sul territorio che rappresenta un valore di eccellenza, forse non solo in Italia, con 3000 Soci e 60 Club (e, ricordo: 14 Club ceduti). Ritengo che il risultato di crescita dell’effettivo sia conseguenza di un obiettivo strenuamente cercato e difeso e sempre valorizzato: il contatto, la comunicazione e la collaborazione con il proprio territorio da parte dei Club e appunto la loro vocazione prioritaria a lavorare con esso.

Molte delle iniziative distrettuali, poi, sono anche state di esempio ad altri: collaborazione umanitaria e medica in Albania, aiuti ai bambini a Sarajevo e dono di laboratori per costruzioni di protesi ivi e in Palestina, soccorso ai terremotati in Turchia e in India, salvataggio dalla desertificazione di aree africane, ricerca di soluzioni semplici e praticabili per cure di malattie infettive, con metodologie oggi riconosciute ed apprezzate addirittura dall’OMS.

Sempre attuando la filosofia rotariana di fare di persona e non di far fare, di agire con azioni controllate direttamente dai Soci e dai Club. Anche con la generosità delle donazioni sia alla Rotary Foundation per PolioPlus sia in altre operazioni di soccorso umanitario (una per tutte, in favore del Sud Sudan) il Distretto ha sempre risposto con molta generosità distinguendosi nei momenti di necessità.

Il nostro è un sogno che dura da 20 anni. E come disse Paul Harris: forse sognare non è una cosa negativa, se uno fa dei bei sogni e li realizza.

 

PDG 2050 Enzo Cossu

 


 

 

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